Los diarios de Mussilini (III)

Tercero. Cuestiones gramaticales e incongruencias

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Continuemos con el diario de Mussolini. Hay en ellos, dice Gentile, “una così frequente concordanza”, la cual  “potrebbe esser spiegabile con l’ipotesi della ‘autenticità postuma’, immaginando cioè un Mussolini che scrive o riscrive i suoi diari durante la Seconda guerra mondiale, rinfrescandosi la memoria con la lettura dei giornali o utilizzandoli per ricostruire lo svolgimento dei suoi viaggi e delle sue visite”. En este caso,  “se fosse dimostrata la validità di tale ipotesi, ci troveremmo di fronte alla realtà di un Mussolini il quale, per compilare ‘a posteriori’ le sue note, non solo si sarebbe avvalso ampiamente della stampa dell’epoca, ma avrebbe addirittura commesso veri e propri plagi, copiando o parafrasando le cronache dei giornali. Tuttavia   anche sposando questa ipotesi, resterebbero comunque “inspiegabili altre numerose anomalie”, y hay varios ejemplos. El Edoardo citado el  3 de diciembre de 1935, se llama Leonardo.   Mario Stoppani aparece el 3 de julio de 1938, pero se llama  Antonio. El Hegel que en el diario habría “iniziato il movimento popolare” junto con Marx, no es otro que Engels. El Niezsche del 10 de octubre  1939 se escribe Nietzsche, etc.  

 Y luego están las que Gentile denomina  “discordanze cronologiche”. Un torrente de inexactitudes  inunda los cinco diarios. La visita al Duce de la “professoressa Elisabetta Hazelton Haight”, por ejemplo, que aparece en la agenda  como ocurrida el 6 de junio de 1935, tiene lugar el dia anterior (“la nota”, señala Gentile, “riproduce quasi letteralmente il comunicato pubblicato dalla stampa del 6 giugno”). Lo mismo vale para la anotación “Vado a Modigliana”, incluida en los diarios  como acaecida el 23 de julio 1935, cuando realmente  se refiere  al 22 de julio. En cuanto al discurso que el cardenal    Schuster habría pronunciado en el Castello Sforzesco de Milan, señalada en la agenda el  25 de febrero de  1937, ocurrió el 26 de octubre siguiente, “come risulta dalla cronaca del ‘Corriere della Sera’ e del ‘Popolo d’Italia'”.

¿Errores veniales? ¿Descuidos inocentes? No lo cree así    Gentile. Por eso, como refuerzo de su escepticismo, incluye en su análisis una serie de hechos que desmienten la autenticidad de los diarios Lo que se contiene el 13 de febrero de 1935, por ejemplo, supone admitir que    Mussolini va “in incognito” a un  espectáculo. Pero si uno lee el periódico  Il  Messaggero del 14 de febrero de 1935 se encuentra una cosa bien distinta: “Al termine dell’inno, coristi e pubblico rivolti verso il palco ove era il Duce, gli hanno tributato una calorosissima manifestazione prolungatasi per vari minuti”. Así pues, de incógnito poco. Más sorprendente si cabe es la anotación  del 16 de junio de 1935, donde el presunto Duce escribe que sus “meditazioni vengono interrotte dalla visita dell’elegante e festaiolo Prezzolini”. Una versión que no se sostiene, como demuestra Gentile, porque Prezzolini fue recibido el dia anterior, por lo que  parece bastante “strano che apparisse ‘festaiolo’, se in quella stessa occasione, come sappiamo da testimonianza dello stesso Prezzolini, questi diede a Mussolini la notizia della morte del figlio Alessandro”.   

Corolario

Terminemos con  el repaso que de los diarios de Mussolini hace el amigo Gentile.  “In conclusione”, dice Gentile, “sulla base degli esempi e degli argomenti esposti, e in mancanza di altre inconfutabili o più convincenti prove della effettiva autenticità dei diari, a mio avviso permangono fondati motivi per dubitare che il loro autore sia stato Benito Mussolini”. No  solo por las numerosas incongruencias  que Gentile ha hallado analizando los diarios, sino por el retrato que del dictador ofrecen esas páginas:  “Il Mussolini dei diari”, concluye Gentile, “si presenta come un uomo alquanto romantico e sentimentale, quasi crepuscolare, che ama annotare intime impressioni, emozioni stati d’animo, vagheggiamenti e desideri. È un uomo solo, solitario, misantropo, padre e marito affettuoso, che tesse spesso le lodi della moglie per il suo carattere e la sua saggezza, anche se non mancano allusioni o velati accenni ad avventure extraconiugali con altre donne, e che soprattutto predilige la famiglia e la quiete famigliare”. En fin, todo un conjunto de rasgos que, según el historiador italiano, son “del tutto opposti al personaggio storico, che proiettava pubblicamente di sé l’immagine di un uomo che seguiva quotidianamente la massima ‘vivere pericolosamente'”. Es decir, se crea la imagen “di un uomo politico che è quasi un Duce riluttante, spesso in contraddizione con il capo politico e il personaggio pubblico quale appare da altri documenti, dai diari e dalle memorie dei suoi più intimi collaboratori”. En resumidas cuentas: un material que hay que tomar con finas pinzas y guantes bien  esterilizados.  

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Pero, frente a escépticos como Gentile,   el diputado Dell’Utri, blandiendo los papeles,  responde con desdén. Acepta la perplejidad de los historiadores, pero asegura que la autenticidad está asegurada por expertos grafólogos. “Per la loro pubblicazione si attende la liberatoria degli eredi. Per ora sono nella cassaforte di un notaio”, ha sentenciado. 

Yo diría que se avecina una auténtica batalla de grafólogos. Me han dicho que se están armando y que se dirimirá incluso el honor nacional.  

Entrevista a Gentile: http://speciali.espresso.repubblica.it/attualita/mussolini/gentile.mp3  Los diarios:http://speciali.espresso.repubblica.it/attualita/popup_mussolini/popup.html

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